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Ho letto questo libro molti anni fa, forse 15 oppure 16. Era in lingua russa.. Mi ha colpito… L’ho letto solo una volta, ma molti pensieri mi sono rimasti incisi nella memoria, soprattutto la parte dell’incontro con la volpe..  La profondità di questo messaggio non può passare inosservata, non può non lasciarci a pensare e a riflettere..  

In questo periodo ho pensato tantissimo a quel libro, l’ho riletto, stavolta in italiano, e ho voluto condividere con voi la saggezza “volpina” che mi sta molto a cuore.. Per molti anni mi sentivo un Piccolo Principe, pronto ad imparare e ad accogliere il mondo.

Ma ora mi rivedo più nel personaggio della Volpe… Ogni parola detta da lei, la sento mia… Ma non per la presunzione di essere saggia… Esiste  un altro motivo…

Questa pubblicazione è una dedica…

alle persone a me care..,

a tutti Piccoli Principi, Tutte le Volpi e a tutte le Rose dell’Universo..

 

PICCOLO  PRINCIPE 

XXI CAPITOLO

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…"
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, "sei molto carino…"
"Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, “sono così triste…"
"Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomestica".
"Ah! scusa", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: 
"Che cosa vuol dire <addomesticare>?"
"Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
"Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
"Che cosa vuol dire <addomesticare>?"
"Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
"No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "<addomesticare>?"
"E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <creare dei legami>…"
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo".
"Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C’e’ un fiore… credo che mi abbia addomesticato…"
"E’ possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra…"
"Oh! non e’ sulla Terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
"Su un altro pianeta?"
"Si".

"Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
"No".
"Questo mi interessa. E delle galline?"
"No".
"Non c’e’ niente di perfetto", sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea:
"La mia vita e’ monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e’ inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e’ triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e’ dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
"Per favore… addomesticami", disse.
"Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".
"Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
"Che cosa bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino"
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
"Che cos’e’ un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa e’ una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’e’ un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì e’ un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "… piangerò".
"La colpa e’ tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
"E’ vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"E’ certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"

"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
Poi soggiunse:
"Và a rivedere le rose. Capirai che la tua è’ unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e’ per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e’ più importante di tutte voi, perché lei che ho innaffiata. Perché e’ lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché e’ lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché e’ lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché e’ la mia rosa".
E ritornò dalla volpe.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale e’ invisibile agli occhi".
"L’essenziale e’ invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
"E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa…" ripeté il piccolo principe per ricordarselo.

 

 

                   

 

N.

una piccola riflessione

 

Ero abbastanza in dubbio, ma poi, pensando bene, ho voluto approfittare di questa possibilità per raccontare una mia esperienza che ho vissuto e che, perché no, possa servire a qualcuno…

Qualcuno di voi, magari più vicino e più intimo nell’amicizia con me, sa che nei ultimi mesi ho vissuto uno stato d’animo troppo particolare dal punto di vista di sofferenza… Uno stato d’animo, che se non va preso nei tempi giusti e in modo giusto, può portare alle grave conseguenze…

Fortunatamente ho saputo reagire e ho trovato la mia luce che mi ha portato fuori..

Mi chiederete cosa è accaduto.. e come è accaduto.. Come poteva una donna solare e “saggia” anche se un’pò “pazzerella” come me, capitare in una trappola del genere…

Non è accaduto nulla di nuovo… Semplicemente si è attivato un meccanismo ben conosciuto ormai da tutti..

L’artefice di tutto ciò è stata la mia mente, che non riusciva più ad elaborare le mie domande che io mi  ponevo e alle quali volevo avere le risposte immediate, senza rispettare i tempi dovuti…. Praticamente era una sola domanda , ma la quale aveva per me un’enorme importanza ….

Il Panico..? La Paura..? L’Angoscia..?

Erano i compagni fedeli di quel mio ricco sentimento che provavo…

Poi…?

E poi, nel punto che peggio di quello si andava solo in un manicomio .., ho ricevuto un “suggerimento”, un’intuizione, un’illuminazione come la chiamo io…

In quel momento è finito tutto…

 

E’ indescrivibile la sensazione di serenità e di leggerezza di quel momento e anche dopo…

Un paragone..?

…E’ come uscire all’improvviso da un bosco incantato su una radura piena di sole e di colori…

…E’ come trovare finalmente un interruttore in una camera scura…

…E’ come uscire all’improvviso da un tunnel e ritrovare una luce…

…E’ come spiccare nel volo e ritrovarsi appoggiati su una nuvola a guardare giù, accarezzati dal sole..

 

Finalmente vedi tutto molto chiaro, vedi ogni cosa al posto suo, vedi quel puzzle che non riuscivi a completare perché ti mancava un unico tassello..

….e tutto ciò è circondato da una sensazione di una serenità assoluta..

 

Ma per arrivare a questo.., ho dovuto lottare.., anche contro di me stessa.., contro i miei schemi, contro il mio “ego”, contro il mio orgoglio…, contro la mia mente..

Le domande… Quante ne produciamo noi di domande.. e quante ne ho prodotte io…

Il nostro assurdo desiderio di avere le risposte immediate a tutto, avere un quadro “completo”, avere un controllo in ogni situazione.. ci porta spesso all’interno di un vortice che, se non  sappiamo a  resistere ai suoi torrenti e a controllare noi stessi, ci porta sempre di più dentro all’oscurità..

Proprio in questi stati, diventiamo sempre più deboli, fragili, più ciechi e più sordi..

Non vediamo più le cose evidenti e non siamo più in grado di sentire la nostra voce interiore.., quella voce che ci sussurra sempre un suggerimento in ogni occasione della nostra vita, quella voce che , come una amica fedele, ci accompagna dal momento della nascita fino al momento del nostro ultimo respiro…

Era quella voce che io non riuscivo più a sentire..

Era quella voce che sono riuscita a sentire di nuovo…

 

Ora mi sento molto ricca…

Mi sento ricca, perché posso accogliere, capire o superare qualsiasi cosa che mi sarà proposta sul mio percorso..

Per questo devo ringraziare la provvidenza che mi ha donato questa possibilità, perché in questo modo ho potuto acquisire un’esperienza, che magari diversamente non avrei mai potuto avere..

 

Ora mi sento veramente felice di essere…

 

 

Semplicemente

Natalì

 

desiderio di….

…..

ho  tanta  voglia  di

Vivere

e di

Amare….

 

Nat

 

pensiero di oggi

Auguro a tutti miei Amici

dello spazio e

a tutti visitatori una

infinità dei giorni felici …

 

 

 

                   

 

Natalì

 

Bello bello bello….

Stupendo…

Stasera ho conosciuto “dal vivo” due amici del blog.. Due persone stupende che considero Amici già da tempo e nella Amicizia delle quali ho creduto sin dal primo giorno che ci siamo conosciuti.. Abbiamo passato tantissimi momenti stupendi durante le visite e scambi dei pensieri nei commenti e nei discorsi “in diretta” tramite il messenger..

Ma oggi è stata una serata diversa ed indimenticabile..

Verso le 18.30 arriva una chiamata a casa mia.. Risponde mio marito.

“Buona sera, sono Doriana, amica di Natalì. Posso parlare con lei”

“Certo, ora le la passo”

“Ciao Nati!!! Stiamo a Roma. Vengo da te a Velletri. Con me c’è pure Alfy!”….

“Aspetta! Dove siete?”

“A Roma e stiamo venendo da te”

“Davvero?????? Che bello!!!!! E quando arrivi?”

“Fra un oretta circa.. Ti richiamo appena entriamo in città”

Così è iniziata la nostra serata…

Dopo un’ora circa ho conosciuto due Amici dello spazio che ho sempre desiderato di conoscere di persona ..

Abbiamo preso un aperitivo al bar e poi abbiamo mangiato una pizza (spero è stata buona)..

Ma la cosa stupenda è stata la possibilità di parlare tanto, di guardarsi  negli occhi.. Stasera  abbiamo potuto finalmente conoscersi, percepirsi dai battiti del cuore, dal respiro, dalle battute, dalle risate, dagli sguardi… Insomma.. io non trovo le parole.. Ma credo che nessuno li avrebbe trovate, quelle giuste per descrivere quella emozione che ho vissuto stasera..

Grazie Kale!

Grazie Alfy!

Oggi mi avete resa non solo una donna felice, ma molto di più… Forse voi nemmeno immaginate quanto…

Spero che non sarà un nostro primo e l’ultimo incontro..

Grazie Amici Miei..

Grazie per aver condiviso con me un pezzetto della vostra vita, del vostro amore, delle vostre emozioni…

 

Questa sarà una serata indimenticabile,

come quella delle scale di Mosca..

 

 

 

                   

  Un saluto ! 

Natalì

 

addio mio alberello

 

Oggi  ho  disfatto  mio

Albero  di Natale…

sono molto triste…, 

non mi piace questo compito…,

se fosse per me,

rimarrei nella sua compagnia per tutto l’anno

…….

  

 

 

                   

 

Un saluto a tutti! 

Natalì

 

un salto nel passato presente…

 

Ora  sì  che  si  balla!!!!

sento  "l’ odore"

 

di casa mia…. 

 

 

                   

 

Un abbraccio a tutti! 

Natalì

musica dell’intervento 

oggi

Oggi  sono  da "Cumparsita…" 

 

 

                   

 

Un abbraccio a tutti! 

Natalì

"La Cumparsita"

dedicato alla Risata

 

Cari Amici!

Vivo la mia vita, cercando di regalare alla gente solarità, serenità è sorriso…

Questo modo di essere è diventato la colonna portante di quello che sono io…

Anche la mia presenza qui lo cerca di essere, magari a volte con scarsi successi, ma la vita, come per tutti, va con alti e bassi anche per me…

 

Di seguito cercherò di porre alla Vostra attenzione una serie di pubblicazioni anche scientifiche dedicate alla Risata…

Cercherò di spezzare in modo da non appesantire la lettura e per di più aggiungerò alcune cose che, spero, vi possano strappare qualche sincero sorriso.

Ridere è

disinquinante, antiallergico, energetico, geniale, creativo.

Ridere ci rende superiori alle macchine,

uguali agli dei.
Ridere smaschera la stupidità,

galvanizza la creatività,

esagera il sex appeal.

Ridere è magico in modo esagerato!!!

Si può apprendere la felicità?

Tutti gli studi nel campo della salute ci assicurano che dovremmo cominciare col ridere di più, perché ridere

fa bene.
Anzi, fa benissimo!

Per il buddismo Zen 15 minuti di risate equivalgono a

6 ore di meditazione. Lo dicevano già i nostri nonni e ora gli scienziati lo confermano.

Le persone allegre e ottimiste vivono più a lungo, e soprattutto vivono meglio.

 I tipi incazzosi, invece, muoiono come mosche.
(Jacopo Fo in Guarire ridendo, Mondadori)

 

Come scriveva lo psicanalista Ernst Kris:

 

"Sotto la spinta della battuta di spirito,

 torniamo all’allegria dell’infanzia.
Possiamo finalmente liberarci dai legami del pensiero logico e divertirci in una libertà dimenticata da anni"

 

****

Ora, ditemi sinceramente, quanto ridete al giorno…, alla settimana…, al mese…, all’anno…?!

Raccontatemi i Vostri casi che Vi hanno strappato una grande risata !

Cosa Vi diverte più di tutto nella vita?!

 

                   

 

Un abbraccio a tutti! 

Natalì

indovinello

 

 

***INDOVINELLO***

 

Credo che ci siamo testati tutti abbastanza…

Ora dobbiamo fare un esercizio mentale,

mirato allo sviluppo della nostra fantasia spaziale…

Dobbiamo spaziare…!!!!

Dunque…

vediamo…

Analizzando il questionario riportato di seguito,

mi dovrete dire chi è “Il Personaggio”

che ha fatto la richiesta alla sua Azienda..!!!!

 

…ora spaziate, Amici, spaziate!…

heheheh

 

*Richiesta del lavoratore*

“Con la presente si richiede un aumento di stipendio per i seguenti motivi:

 

1. Faccio lavoro fisico

2. Lavoro a grandi profondità

3. Lavoro di testa

4. Lavoro anche nei weekend

5. Lavoro in un posto molto umido

6. Non mi pagano gli straordinari quando lavoro di notte

7. Lavoro in un posto buio e senza aria condizionata

8. Lavoro ad alte temperature

9. Lavoro esposto a malattie infettive”

 

*Risposta dell’Azienda*

 

“Dopo aver letto tutto questo, l’amministrazione rifiuta di dare un aumento

di stipendio per i motivi che seguono:

 

1. Non lavora otto ore consecutive

2. Si addormenta in ufficio dopo una breve attività lavorativa

3. Non sempre obbedisce alle esigenze dei superiori

4. Non sempre è fedele al suo posto di lavoro,

a volte va con la concorrenza. 

5. Riposa molto tra un lavoro e l’altro

6. Non ha iniziativa.

Per farlo lavorare occorre sempre stimolarlo

7. Non mantiene il luogo di lavoro pulito al termine del lavoro

8. Non gli piace il doppio turno

9. A volte lascia l’ufficio ancora prima di aver finito il suo lavoro

10. E come se fosse poco, lo si vede entrare ed uscire continuamente dall’

ufficio con due borse sospette…………….!!! “

 

chi è il mio LAVORATORE

??????

 

                   

 

Natalì

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