RICORDI DI UNA VITA

IV capitolo

“La vita in Ucraina”

II° parte

LA MIA PRIMA VISITA IN CAMPAGNA

Quando ho finito la quarta elementare, durante l’ estate, per la prima volta ho visitato e ho vissuto per due settimane in campagna. Mia nonna materna era andata a trovare una sua amica d’infanzia e mi ha portato con lei. Tutto quello che vedevo era nuovo per me e il mio stupore  era infinito. Mi piaceva tutto, mi piaceva  il fatto che ogni persona che  incontravamo ci salutava senza conoscere né chi eravamo né da dove provenivamo.

Mi piaceva di vedere come andava munta la mucca e mi piaceva anche di mungerla; mi piaceva di portare da mangiare ai maiali e mi piaceva guardare con quale appetito e rumore loro consumavano il pasto; mi piaceva portare la capretta a spasso; mi piaceva  sentire la polvere caldissima e soffice sotto i miei piedi nudi; mi piaceva  correre nei campi di grano e sdraiarmi poi sulla terra, sentire il sussurro delle spighe e guardare le nuvole che correvano su un cielo così azzurro…; mi piaceva  raccogliere dei fiorellini azzurri e bianchi e farmi con loro una corona per i capelli; mi piaceva uscire di casa quando pioveva, bagnarmi, poi spaccare la crosticina sulla polvere bagnata e  sentire dopo il suo profumo… e poi mi piaceva scendere nel tinello, dipinto tutto di bianco e con tanta freschezza dentro. Adoravo sentire quel contrasto del caldo e freddo. Mi piaceva sentire i brividi sulla mia pelle … e poi il suo odore… L’odore del tinello era inconfondibile, era un misto emozionante,  quasi inebriante di mille odori; odori del vino, della vodka fatta in casa, delle botti contenenti ortaggi salati,  delle patate e di altre verdure, della carne essiccata e di mille altre cosine alimentari. Del luogo dove mi trovavo, mi piaceva praticamente tutto, anche sverniciare e riverniciare il tetto ricoperto dai listelli di lamiera, un lavoro che mi è stato dato con una grande fiducia nelle mie capacità. Avevo solo 11 anni ed il fatto che mi era stato affidato un lavoro così importante , come curare il tetto di una casa, mi faceva sentire importante ed io ero orgogliosa di me stessa per aver ispirato così tanta fiducia.

Tutto era molto bello!

L’unico terrore per me erano i tacchini! Non so il perché , ma io a loro stavo antipatica e loro cercavano sempre di pizzicarmi correndomi appresso, gorgogliando e  gonfiando quella  rossa crescenza sul becco. Mamma mia .., quanta paura loro riuscivano a suscitare in me….! Dovevo fare sempre un giro largo dalla zona dove loro passeggiavano in piena libertà.

Le comodità, in una casa rurale ucraina, erano poche. I servizi igienici, nella maggior parte dei casi, erano fuori casa. Questi servizi di solito venivano inseriti in una piccola casettina di legno, con una pedana ed un buco al centro.

Versione estiva

Per tantissimi anni al posto della carta igienica venivano riciclati i giornali. La cosa simpatica è che spesso l’acquisto del giornale dal giornalaio era dettato, non solo dall’informazione pubblicata nell’interno, ma anche dalla morbidezza della carta e dalla qualità della stampa, nel senso della perdita del colore… Probabilmente qualcuno chiederà come si faceva di notte oppure d’inverno. Non era molto complicato. Per la notte si usava, come nei tempi antichi,  il secchio .

Invece d’inverno si cercava di sbrigarsi con tutto ciò e poi, ovviamente, non si leggeva il giornaletto.

In cucina si usava la bombola del gas, ma in molte case, dove abitavano le persone anziane spesso si cucinava nel forno a legna. La tecnologia di costruzione di questi forni  in Ucraina e in Russia erano diverse, ma entrambe erano state studiate  non solo per preparare da mangiare, ma anche per riscaldare la casa e anche il letto. Si! Si dormiva tutti insieme sulla stufa. Nel periodo estivo veniva chiusa una valvola che permetteva di non riscaldare la zona notte della stufa.

Tipico antico forno a legna ucraino

Sul lato più grande, sulla destra, si dormiva; sul lato estremo sinistro si lasciavano nel caldo le pietanze; e nella bocca della stufa si cucinava.

In molti paesini ancora esistevano le case costruite con dei panetti fatti con l’impasto del letame delle vacche ed il fieno, essiccati poi al sole. Cosa faceva da legante fra questi panetti nella costruzione della casa io certamente non lo so.

Ricordo poche cose tecniche. Ad esempio  mi ricordo  che il tetto era coperto con la paglia e sul pavimento, dentro casa era messa tanta erba profumata e morbida (antenato del nostro condizionatore d’aria fresca). La freschezza che riusciva a mantenere questa casa in una caldissima estate ucraina era stupefacente, e mi dicevano che anche d’inverno il caldo si manteneva a lungo.

Pozzo rurale

L’acqua dentro casa veniva portata con dei secchi dai pozzi artesiani, attrezzati con la pompa.

Ogni casa aveva un suo pozzo.
In alcuni paesi, più antichi, ancora si vedevano e tra l’altro venivano anche usati, dei pozzi dove l’acqua veniva presa buttando il secchio nella profondità, con l’aiuto di una catena  poi si tirava  su, facendo girare una manovella.

Pozzo "Zhuravl"

Non era un esercizio facile.

Il sistema più facile era “zhuravl”  o “cicogna” tradotto in italiano. Questo nome è stato assegnato grazie alla sua forma. Un sistema molto diffuso, ma che poteva essere usato solo nei pozzi bassi, dove la falda passava quasi sotto il suolo della terra ad una profondità attorno ai 6 metri, oppure si usava nei pozzi che venivano creati per raccogliere l’acqua piovana.

Ragazza in costume tradizionale russo con "coromyslo"

Nei miei tempi i secchi venivano poi portati a mano, ma ancora poco tempo prima, le donne agganciavano due secchi sull’estremità di un arco che  poi appoggiavano su una oppure su entrambe le  spalle. Devo dire che ci ho provato anche io e mi sembrava che la mia spalla  si spezzasse da un momento all’altro.

Per lavare i piatti bisognava riscaldare l’acqua. Le stoviglie  venivano lavate nelle bacinelle, ma senza usare dei saponi per i piatti perché quest’ultimi non esistevano proprio. Anche per lavarsi la sera, bisognava riscaldare l’acqua, forse per questo motivo si usava  fare i bagni a fondo alla fine della settimana.

In banya. Massaggio con lo "scopettone"

Questi  spesso venivano fatti nei così detti “banya”, una tradizione antichissima, simile alle saune finlandesi, solo che andava fatta con tanto vapore e con dei massaggi fatti usando dei finissimi rametti di betulla o di quercia ammorbiditi precedentemente nell’acqua calda, chiamati lo “scopettone di…(quercia/betulla)”. Dedicherò un capitolo a parte, dedicato a questo tipo di cura della salute.

Spesso, per curare la pelle, si usava anche il miele ed altri infusi d’erbe officinali.

D’estate invece ci si “sciaquettava” nei giardini o nelle docce estive, dove l’acqua veniva riscaldata dal sole.

"io, con il vestito della nonna, e papà"


Cabina doccia nel giardino

Le “cabine docce” venivano collocate, ovvero “accroccate”,  nei giardini ed inserite sempre in una casettina di legno, oppure, nei casi più disagiati erano delle strutture fatte di palanche con del cellofan inchiodato attorno.

Diverse famiglie, magari un po’ più giovani e benestanti, avevano potuto provvedere a costruire i locali per i servizi igienici dentro casa, ma una buona parte degli abitanti di campagna e soprattutto gli anziani, in quel periodo non avevano queste comodità ed opportunità.

Comunque non vorrei dare un’immagine distorta di quello che era la vera Ucraina. Nel mio racconto cerco di far capire la varietà, la vastità e la convivenza delle varie epoche della vita ucraina. Ogni paese della campagna era diverso dall’altro. Anche nello stesso paese la vita era di vari livelli. Esistevano le famiglie più e meno agiate. Questo spesso dipendeva dai kolchoz, da come riuscivano a far gestire le economie e a far crescere la loro azienda. Inoltre il benessere delle singole famiglie dipendeva da loro stessi, più prodotti  producevano sulla loro terra privata e più potevano vendere nei mercati delle città e questo era un ottimo guadagno che veniva aggiunto allo stipendio che percepivano normalmente dallo stato per il loro lavoro presso l’azienda agricola. Questi introiti permettevano loro di costruire delle belle e grosse case, praticamente ville, con varie comodità e servizi dentro casa. Gli ucraini venivano considerati tra i più ricchi fra vari concittadini sovietici.

Segue…..

N.

N.B. Non tutte le  foto qui pubblicate rappresentano esattamente gli eventi da me descritti, ma comunque illustrano diversi momenti e  luoghi di cui parlo .